Un secrétaire verso il 1798

Giuseppe Maggiolini, Secrétaire, 1797-1798
Fusto in legno di noce e abete intarsiato in palissandro, bois de rose, acero, bosso, mogano, ciliegio, acero tinto verde e altre essenze non correttamente identificabili. cm 145x100x41
Il Ponte casa d’aste, Milano 12 ottobre 2022

Come restauratore non ho mai amato le vecchie patine. Brutte verniciature e sporcizia quasi sempre stese ad arte per conferire un po’ di fascino a mobili poco affascinanti. Ciò non è però sempre vero, come nel caso di questo inedito secrétaire di Giuseppe Maggiolini. La vecchia vernice non scalfita dall’usura, i delicati depositi di polvere che il tempo vi ha lasciato, hanno protetto la profilatura, ossia quella fitta trama grafica incisa a bulino sulla superficie delle tessere lignee, che conferisce una particolare qualità pittorica alle tarsie di Giuseppe Maggiolini. Che l’attuale vernice sia proprio quella stesa nel laboratorio di Parabiago, è difficile da dimostrare, delicatamente ambrata e ancora luminosa, ha reso possibile la conservazione di una profilatura intonsa. Fatto davvero raro, perché questa qualità nella gran parte dei mobili giunti sino a noi si è persa a causa di maldestri restauri.
È una delle ragioni che rendono particolarmente raro, ai miei occhi, questo inedito mobile. Non mancano, ora le elencherò in buon ordine, anche ragioni di ordine artistico, ossia legami con i disegni preparatori, ancora oggi conservati nel Fondo dei disegni di bottega, e con altri due mobili già noti agli studi eseguiti da Maggiolini tra il 1797 e il 1798.

Sono tre i disegni, impiegati da Maggiolini per le tarsie di questo nostro mobile, che spiccano in legni luminosi sul fondo di un oscuro palissandro venato. Il primo, rappresentante una canestra con girali di foglie di rosa e acanto (Inv. C 276), fu utilizzato come modello per l’ampia tarsia dell’anta a calatoia. La traduzione lignea è palmare, se si esclude l’omissione del piccolo delfino che, nel disegno in basso al centro, tiene in bocca un rametto. Un appunto di Giuseppe Maggiolini a margine del disegno, ci informa che questa invenzione ornamentale fu messa a punto, nell’aprile 1797, per l’anta a calatoia di un secrétaire recante, nelle due portine inferiori, tarsie con le teste di Cerere e Bacco. E’ un mobile noto agli studi, già pubblicato da Clelia Alberici e dallo scrivente,[1] oggi conservato a Milano, in palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano.
Nel nostro mobile le portine inferiori presentano, al posto dei due personaggi allegorici delle stagioni, cornucopie ricolme di fiori. Anche per queste esiste un preciso modello in un disegno (Inv. B 442) impiegato da Giuseppe Maggiolini, nel 1798 – anche in quel caso per le portine inferiori – in una coppia di secrétaires realizzati su commissione di  Francesco Melzi d’Eril, vicepresidente della Repubblica Cisalpina.[2]Il modello per le tarsie dei pannelli superiori dei fianchi (Inv. B 180), anch’esso già impiegato nel secrétaire oggi a palazzo Isimbardi, rappresenta girali fogliacei e un vaso sulle cui anse poggiano due farfalle. In un appunto Maggiolini si raccomanda ai propri collaboratori di impiegare questo disegno assieme a un pendant destinato ai pannelli inferiori, perché l’insieme risultava “d’ottimo effetto”. Questo, impiegato nel nostro mobile e in quello di palazzo Isimbardi, non è però oggi presente nel Fondo dei disegni di bottega.
Questa non comune documentazione grafica, databile con precisione tra l’aprile del  1797 e il 1798, permette di collocare cronologicamente il nostro mobile nel corso di questi anni che, dopo la fuga dell’arciduca Ferdinando nel maggio del 1796 e l’ingresso del generale Napoleone Bonaparte a Milano, videro la Lombardia entrare a far parte della Repubblica Cisalpina.

Disegnatore della bottega di Giuseppe Maggiolini (Giuseppe Levati ?), Idea ornamentale per l’anta di un secrétaire, 1797. Grafite, penna e acquerello su carta bianca, mm. 263 x 398. Milano, Gabinetto dei disegni delle Raccolte artistiche del Comune di Milano, Raccolta Maggiolini, Inv. C 276

[1] C. Alberici, Il mobile lombardo, Milano 1969, pp. 180-181, G.Beretti, Giuseppe e Carlo Francesco Maggiolini. L’officina del Neoclassicismo, Milano 1994, pp.118-123 [2] G.Beretti, Laboratorio. Contributi allo studio del mobile neoclassico milanese, Milano 2005, pp. 80-89

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