Un secrétaire già in collezione Trivulzio

Dei cinque secrétaire che compaiono nel catalogo della celebre mostra commemorativa di Giuseppe Maggiolini, solo uno, il numero 83, non è riprodotto nelle tavole fotografiche[1]. Nel 1938 di proprietà della contessa Trivulzio, il mobile è brevemente descritto nella sua essenzialità.
Bisogna sfogliare le pagine della prima monografia dedicata all’Intarsiatore delle Loro Altezze Reali, pubblicata da Giuseppe Morazzoni nel 1953, per identificarlo con sicurezza nell’immagine in bianco e nero alla tavola XXXIV, l’unica ad oggi nota[2].
Sul fronte, al centro dell’anta superiore a calatoia, dallo scuro fondo di palissandro, una grande riserva a mandorla è bordata da un nastro a spirale intarsiato. Agli angoli quattro vele ospitano mazzi di fiori policromi. Il medesimo registro decorativo è ripetuto sulle ante dei due sportelli inferiori, dove a cambiare è solo il verso delle riserve, disposte in verticale.
Come il fronte, anche i fianchi sono ripartiti su due registri. Semplici bordure in legno scuro disegnano le ampie riserve.

Disegnatore della bottega di Giuseppe MaggioliniFregio, 1806. Grafite, penna e acquerello seppia su carta bianca, mm. 117×249. Milano, Gabinetto dei disegni delle Raccolte artistiche del Comune di Milano, Raccolta Maggiolini, Inv. A 357

Pilastri e traverse sono intarsiati, solo sul fronte, con un medesimo tema decorativo: fasce con foglie e boccioli di rosa. E’ la precisa traduzione di un disegno (Inv. A 357)[3] presente nel Fondo Maggiolini. Nell’angolo in alto a destra il foglio reca l’iscrizione “Scomp.to nei fianchi / Seg. rico darb.io / 9b.re 1806”.
I piedi sono di forma troncopiramidale, intarsiati su tutti i lati con piccoli festoni floreali.
La particolarità di questo secrétaire, è indubbio, sta nella totale assenza di motivi intarsiati all’interno delle riserve del fronte e dei fianchi. E’ una modalità che Maggiolini spesso adotta nei piani dei tavoli da gioco, dove le riserve, circolari, quadrate, poligonali, sono ampie campiture spesso prive di tarsia. Il decoro è affidato alle venature e alle tonalità del legno.
Il disegno utilizzato per le tarsie di pilastri e traverse, probabilmente eseguito come suggerito dall’iscrizione per un secrétaire più ricco, colloca l’esecuzione di questo elegante e inconsueto mobile intorno agli ultimi anni della carriera di Giuseppe Maggiolini.


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