Una sedia alla cinese

Disegnatore della bottega di Giuseppe Maggiolini, Progetto di sedia con proposte alternative per lo schienale, 1800 ca. Grafite, penna e acquerello su carta bianca, mm. 237×379. Milano, Gabinetto dei disegni delle Raccolte artistiche del Comune di Milano, Raccolta Maggiolini, Inv. B 258 recto

Giuseppe Maggiolini, Sedia, 1800 ca
Legno di bois de violette intarsiato in bosso e mogano, cm 89x48x56
Già Christie’s, Londra 2 novembre 2016

Bibliografia:
Mostra commemorativa di Giuseppe Maggiolini, catalogo della mostra (Milano, Museo di Milano, novembre / dicembre 1938), Milano 1938, n. 112
G. MorazzoniIl mobile intarsiato di Giuseppe Maggiolini, Milano, 1953, Tavv. XIV
E. Baccheschi, Cineserie rococò nell’ambiente maggioliniano: Appiani e Watteau, in «Arte Lombarda», 1969, pp. 147-150
G. BerettiGiuseppe e Carlo Francesco Maggiolini, l’officina del Neoclassicismo, Milano 1994, pp. 50-53

Questa sedia, già esposta alla Mostra commemorativa di Giuseppe Maggiolini nel 1938[1], è indicata in catalogo, insieme a una seconda, come opera “della bottega dei Maggiolini padre e figlio e di allievi”. Giuseppe Morazzoni, nella monografia del 1956 dedicata all’ebanista delle Loro Altezze Reali[2], propone, a ragione, un’attribuzione certa dell’opera a Giuseppe Maggiolini. E’ questa l’occasione per avvicinare la sedia a un altro mobile, intarsiato con le medesime essenze con scenette a cineserie del tutto simili a quelle presenti sullo schienale della sedia. Si tratta con ogni probabilità di mobili eseguiti per la medesima fornitura, forse per uno studio o una camera da letto[3].
Inspiegabilmente, come già notò Edi Baccheschi[4], Morazzoni tacque il fatto che l’intarsio del medaglione sullo schienale della sedia appare direttamente tratto, con alcune variazioni, da uno dei disegni (Inv. B 131 bis) che Giuseppe Levati approntò per la scrivania commissionata nel 1773 a Maggiolini dall’arciduca Ferdinando e donata alla madre Maria Teresa d’Austria.

Nel fondo dei disegni di bottega presso le Civiche Raccolte Artistiche del comune di Milano si conservano altri tre fogli direttamente collegati alla sedia. Il primo (Inv. C 176) già segnalato da Edi Baccheschi[5] presenta il modello dello schienale in scala 1:1[6]. Il secondo (Inv. B 258) propone una sedia alla cinese la cui organizzazione compositiva – schienale curvo, polilobato e traforato, gambe a sciabola – appare del tutto simile a quella di cui si scrive[7]. Il terzo (Inv. B 645), infine, in scala reale come il primo, rappresenta una fascia (vi è pure l’iscrizione) con volto cinese alternato da fiori quadrilobati entro losanghe, lo sviluppo di quella appena abbozzata nella vista laterale della sedia proposta nel secondo foglio[8].

Disegnatore della bottega di Giuseppe Maggiolini, Schienale di una sedia, 1800 ca. Grafite, penna e acquerello seppia su carta grigia, mm. 428×262. Milano, Gabinetto dei disegni delle Raccolte artistiche del Comune di Milano, Raccolta Maggiolini, Inv. C 176

Il motivo a cineserie della fascia e soprattutto la presenza nel medaglione dello schienale di un intarsio tratto da uno dei disegni di Giuseppe Levati messi a punto per la scrivania viennese mi fece pensare nel 1994 a un’esecuzione prossima alla scrivania dell’imperatrice d’Austria[9].

A ben guardare il mobile e i disegni approntati per la sua esecuzione la datazione si deve invece inequivocabilmente posticipare di alcuni decenni. Il mogano che ne riveste gran parte delle superfici è un’essenza utilizzata da Giuseppe Maggiolini solo a partire dagli ultimi anni del Settecento. Le forme della sedia, lo schienale ma soprattutto le gambe a sciabola, restituiscono il mobile al neoclassicismo maturo. A cavallo tra Sette e Ottocento Maggiolini ricevette dunque con ogni probabilità una commessa di arredi secondo il più aggiornato gusto del tempo, arricchiti da tarsie alla cinese per le quali riutilizzò disegni ancora presenti in bottega, eseguiti trent’anni prima per alcuni dei suoi arredi più celebri di gusto Rococò.

Disegnatore della bottega di Giuseppe Maggiolini, Progetto per la fascia di una sedia, 1800 ca. Grafite, penna e acquerello su carta grigia, mm. 101×249. Milano, Gabinetto dei disegni delle Raccolte artistiche del Comune di Milano, Raccolta Maggiolini, Inv. B 645


[1] Mostra commemorativa di Giuseppe Maggiolini, catalogo della mostra (Milano, Museo di Milano, novembre / dicembre 1938), Milano 1938, n. 112 [2] G. MorazzoniIl mobile intarsiato di Giuseppe Maggiolini, Milano, 1953, Tavv. XIV [3] Ivi. [4] E. Baccheschi, Cineserie rococò nell’ambiente maggioliniano: Appiani e Watteau, in «Arte Lombarda», 1969, pp. 147-150 [5] Ivi. [6] G. Beretti, A. González-PalaciosGiuseppe Maggiolini. Catalogo ragionato dei disegni, Milano 2014, p. 286 [7] Ibidem, p. 147 [8] Ibidem, p. 213 [9] G. BerettiGiuseppe e Carlo Francesco Maggiolini, l’officina del Neoclassicismo, Milano 1994, pp. 50-53

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